Torna Tomas Milian e indossa i panni di un poliziottoIn tv con una fiction sulla criminalità romana è vestito come l'ispettore Nico Giraldi18 dicembre, 18:18Tomas Milian
di Francesca Pierleoni Nella miniserie l'attore è di nuovo un poliziotto, un 'padre ideale' del Monnezza. "Il mio personaggio - spiega Milian che torna in Italia Paese a circa 20 anni dal suo ultimo ruolo 'italiano' e firma anche, con Dardano Sacchetti, soggetto e sceneggiatura -. E' un vecchio poliziotto che non accetta la panchina. E' ammirato per il suo record di azioni, ma è più complesso e controverso di quanto sembri... come lo sono io". La serie, per cui il produttore Massimiliano Caroletti sta trattando con Rai e Sky, é ora sul set a Marino, e le riprese andranno avanti fino a marzo. Milian oggi girerà la scena finale (aperta a un possibile sequel): "Sono emozionato. E' un disastro per me parlare, sono timido, ho bisogno di qualcuno che mi scriva le battute". L'attore negli ultimi anni ha recitato, fra gli altri, in Amistad di Spielberg e Traffic di Soderbergh. "Io mi ero ritirato - aggiunge -. Volevo lasciare di me l' immagine di Monnezza come il ritratto di Dorian Gray, non volevo ferire la sua figura e gli occhi del mio pubblico con quella di quest'uomo qua che non c'entra niente. Monnezza è il mio ideale, per humour, candore e coraggio, io vorrei essere lui, ma sfortunatamente sono Tomas Milian". Nella fiction, ambientata nella Roma criminale tra il 1968 e il 1972, l'attore è Brigante, lo sbirro che si scontra con il protagonista, 'Er piu'' (Francesco Venditti), ispirato a un personaggio realmente esistito, l'ex pugile e boss del quartiere romano di Tor Marancia, Sergio Maccarelli. "Ho subito gradito molto l'idea di poter raccontare lo sviluppo dei ragazzi di vita pasoliniani in boss di periferia - dice Ferrara -. Come mi era capitato con un altro attore genio, Gian Maria Volonté, Tomas ha offerto continuamente spunti di creatività e invenzioni. Il suo poliziotto, si rifà a un Monnezza molto invecchiato. E' un personaggio paradossale, ma sempre eversivo". Per Francesco Venditti in Roma nuda "c'é una malavita completamente diversa da quella di Romanzo criminale. E' una malavita romantica, con un codice d'onore. Non usa armi ma la lotta uomo a uomo, e per questo può essere anche più violenta". Milian, dopo tanti no a progetti italiani, è tornato perché "m'é piaciuta l'idea di base, poi mi ha mosso l'amore per L'Italia ed il suo cinema. Giuseppe Ferrara è all'altezza dei grandi di Hollywood. Ti guida con pugno di ferro e guanto di velluto". La fiction si sarebbe dovuta intitolare C'era la malavita, ma oggi è stato annunciato il cambio di titolo, in onore di Roma, nuda, la canzone di Franco Califano. Il cantautore partecipa alla colonna sonora ed è nel cast. "Dove si parla di malavita non posso non esprimermi - scherza -. Non perché ne abbia fatto parte ma ne ho conosciuta tanta in carcere". Fra gli altri interpreti ci sono Eva Henger (moglie di Caroletti), Anna Falchi, Tony Sperandeo, Francesco Quinn e Francesco Benigno. Manca un attore pasoliniano, Ninetto Davoli, che Ferrara avrebbe voluto: "Abbiamo provato a contattarlo - spiega Caroletti - ma la produzione di Romanzo criminale, che si vede ci sta temendo molto, ha fatto di tutto per non farcelo avere".
CORRIERE DELLA SERA.ITCIAK SI GIRATomas Milian ancora sbirro. Per fictionL'attore cubano a Roma per girare un film-tv dove interpreta un ex questore. «Ma non è Nico»ROMA - Lo sguardo è quello di sempre. Del maresciallo Nico Giraldi, «er pirata», dell’ex ladro diventato poliziotto. Sono passati quarant’anni, ma tutto sembra rimasto come prima. Roma è cambiata, ma non per Tomas Milian. «Con questa città ho un rapporto profondo, quasi vitale. Roma mi ha dato tutto. Anche una moglie e un figlio, romano puro», racconta prima di ripartire «per Miami e poi per New York, dove trascorrerò le feste di Natale con la mia famiglia». A 77 anni l’attore cubano è tornato a Roma per le riprese di una fiction in quattro puntate che lo vedranno indossare ancora una volta i panni dello sbirro. «Sarò l’ex questore Brigante, un poliziotto che però non ha niente a che vedere con Nico - racconta Milian - . Un personaggio duro, che non sa stare in panchina e che della pensione apprezza - dice - solo l’assegno mensile».
La fiction si intitola «Roma nuda», come la canzone di Franco Califano che partecipa al cast e alla colonna sonora. «Un omaggio alla città che mi ha amato e mi ama di più, al punto che quando ne parlo mi commuovo, spiega - . Tifo pure per la Roma perché 'er monnezza' doveva essere romanista. Secondo me qui la malavita ha ancora il carattere del suo popolo. I banditi romani sono alla buona, veraci, sanno di basilico. Può sembrare una battuta, ma credo proprio che sia così. Solo a Roma i malavitosi si riuniscono ancora al ristorante. Sotto certi aspetti sono rimasti poetici. Tutt’altra storia da quello che accade negli Stati Uniti, dove la malavita è un’immagine della società: arida, cattiva, di plastica. Penso che quella romana sia anche diversa da quella siciliana, che è rimasta folkloristica».
Giorni fa Milian, che ha recitato per Sidney Pollack, Oliver Stone, Steven Spielberg e Steven Soderbergh, ha presentato il suo ultimo lavoro nei saloni del comune di Marino, davanti a centinaia di studenti che gli hanno tributato un’ovazione. Con lui c’erano il regista Giuseppe Ferrara («Con il quale ho creato una coppia eccezionale. Abbiamo rivoluzionato la sceneggiatura. Questo film sarà una bomba, vedrete», rivela Milian), il produttore Massimiliano Caroletti, Eva Henger, l’attore Francesco Venditti («er Più») nella parte di un ex pugile e boss di Tor Marancia, avversario dell’ex questore Brigante. Un personaggio ispirato alla figura di Sergio Maccarelli, ucciso con sei colpi di pistola nell’ottobre del 1972. «Per certi aspetti l’inizio di un periodo terribile, che avrebbe rivoluzionato l’Italia anche in modo drammatico - sottolinea 'Nico' - . Però io in realtà non ho avuto tempo di assistere al cambiamento di Roma. Vengo dall’Actors Studio: io non recito, non inganno il pubblico. Mi identifico nei personaggi. Oggi come allora vivo come loro, sono loro. Per questo Tor Marancia è ancora il mio quartiere preferito, quello dove Quinto Gambi - che mi ha insegnato tutto per farmi diventare prima 'er monnezza', un ladro, e poi 'er pirata', un poliziotto - e la sua famiglia mi hanno accolto come un figlio. Lì ho imparato che i difetti dei romani possono diventare pregi, e viceversa, e questo vale anche per i delinquenti. Come in uno stornello». Rinaldo Frignani |
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CONDOGLIANZE ALLE FAMIGLIE COINVOLTE NELLA TRAGEDIA DEL TERROMOTO IN ABRUZZO
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